Appendere i quadri 2

Appendere i quadri: come disporli bene sulla parete

 

Appendere i quadri può sembrare un’operazione semplice, ma nasconde un certa sapienza. Una parete spoglia svilisce l’ambiente ma anche troppi quadri appesi senza criterio sono da evitare. Ecco i consigli dell’architetto per ottenere un bell’effetto. Creare la composizione più giusta per le nostre cornici non è un compito facile, ma è uno dei modi più semplici ed efficaci per trasformare una parete e persino dare nuova vita a un’intera stanza. Parole d’ordine sono: proporzione e tecnica, cioè giocare con i colori, gli allineamenti e le asimmetrie. Più la capacità di maneggiare con cura gli attrezzi (facili) del fai da te. In questo articolo vi diamo un po’ di consigli su come disporli a parete, mentre in altri due vi diciamo come fissarli e come dargli la giusta luce.

È il dubbio di tutti coloro che acquistano un nuovo quadro da aggiungere alle pareti di casa, ma anche di chi rinnova con un’imbiancatura e può permettersi di riposizionare tutte le cornici. Le regole sono poche ma vanno apprese, centimetro alla mano, per potersi poi affidare al proprio gusto e creare il proprio stile personale.

Disporre bene le cornici: mai alla cieca

Si tratta di un’arte che sposa gusto, sensibilità per i colori e senso delle proporzioni. Che si può facilmente imparare grazie ad alcuni consigli preziosi e a pochi strumenti: un metro, carta, matita. E un occhio allenato.


Tentare di abbinare e di appendere i quadri fidandosi solo del proprio istinto, incrociando le dita sul risultato finale, rischia solo di regalarvi muri pieni di inutili buchi. Come ovviare a questa incognita?

Il primo consiglio è quello di sperimentare sempre lo schema della composizione prima di prendere in mano chiodi e martello.


● Procedete disegnando la parete, i mobili e la composizione dei quadri su un foglio, naturalmente in scala (la più consigliata è 1:20) per valutare l’effetto finale. Un altro sistema, ottimo per armonizzare non solo le forme ma anche i soggetti dei quadri, è collocare le cornici sul pavimento e osservarli dall’alto, magari salendo su una scala per avere un punto di osservazione diverso da quello frontale.


● I più tecnologici possono fotografare i quadri e ricostruire al computer la parete, simulando gli accostamenti sullo schermo.

Appendere i quadri: una questione di stile


Accostare una cornice barocca in legno dorato a una ultramoderna in metallo è una scelta rischiosa: per abbinare bene gli stili occorre soprattutto coerenza, sia con l’arredamento della stanza, sia con gli altri quadri. Ma non è vero che due stili diversi non possano coesistere: occorre però che ci siano elementi di separazione, affinché non si crei un mix disordinato.

Solo per i tuoi occhi


Un quadro è lì per farsi guardare, se no serve a poco: per questo si deve appendere all’altezza degli occhi. Per facilitare i calcoli, se i quadri sono allineati nella parte inferiore, quest’ultima deve distare circa 120 cm da terra. Oppure appendeteli con la mezzeria del quadro a 140 cm dal pavimento. Se sono di fronte a un divano calcolate 90/100.

Le regole di base per appendere i quadri

Tutti in fila
Se si vogliono mettere più quadri di uguali dimensioni uno dopo l’altro, devono essere messi in fila, tenendo come punto di riferimento il lato inferiore della cornice.

In disordine ma non troppo
Quadri di dimensioni differenti non possono essere “seminati” come capita su un muro vuoto. Il modo più semplice per dare un ordine alla composizione è racchiudere l’insieme che si vuole creare in una sorta di figura geometrica immaginaria, di solito un rettangolo oppure un quadrato.

Effetto mostra
Da sola, senza nulla che le rubi la scena, occupa tutta la parete. Naturalmente l’immagine scelta deve essere di grande impatto e deve avere intorno a sé una porzione di muro che la incornici e le dia la giusta prospettiva. È la scelta ideale se l’ambiente è spazioso e si vuole ottenere un effetto scenografico.

Ritratti
Se i quadri o le foto ritraggono persone, magari in primo piano, i loro volti devono essere rivolti gli uni verso gli altri, creando un effetto armonico fra le diverse linee visive. Se, al contrario, tutti i soggetti guardano dalla stessa parte, si avrà un effetto “egizio” molto artificiale e un senso generale di confusione.

Modern gallery
Disposti in sequenza, e tutti delle stesse dimensioni, i quadri accentuano così il senso di profondità dell’ambiente, ma allo stesso tempo riducono l’altezza del soffitto. D’effetto in corridoio.

Appendere i quadri: le situazioni critiche

Monolocali
I quadri riempiono lo spazio; se quello a disposizione è poco o ridotto, meglio non esagerare in quantità; lasciare i muri liberi aumenta la percezione d’ampiezza di un locale.

Soffitti alti
Sono tipici delle case più antiche ma, in tanta abbondanza, non significa che i quadri debbano essere appesi a bordo soffitto. L’altezza a livello dello sguardo deve sempre guidare ogni disposizione.

Corridoi
I quadri alle pareti di una stretta zona di passaggio ne delimitano il percorso e ne “allungano” le dimensioni ma in alcuni casi possono ridurre troppo la percezione dell’altezza. Composizione ideale: cornici singole da intercalare tra una porta e l’altra, con un perfetto allineamento tra i diversi quadri.

Tappezzeria
Le pareti tappezzate sono già decorate; un quadro potrebbe essere eccessivo o, al contrario, sparire del tutto fino a confondersi. In questo caso, forme del disegno stampato e accostamenti cromatici devono creare una composizione molto armoniosa. Nel dubbio rinunciatevi del tutto.

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