Bonus Mobili 2020: in cosa consiste e come ottenerlo

Chissà quante volte vi sarete chiesti, come anche noi, perché non si trova mai un modo efficace per risparmiare sulle necessità cui possiamo andare incontro. C’è una risposta parziale a questa domanda: la verità è che spesso non veniamo a conoscenze di bandi e iniziative simili e quindi perdiamo la possibilità di beneficiare di tali vantaggi; è quindi sempre bene documentarsi per potersi avvantaggiare opportunità. Se non sapete in cosa consiste il Bonus Mobili 2020, questo articolo fa proprio al casto vostro: andiamo a scoprire in cosa consiste.

Il Bonus Mobili 2020:

Il Bonus Mobili 2020 fa parte di una serie di provvedimenti volti a favorire i cittadini, fra i quali il Bonus Ristrutturazioni o l’Ecobonus, che si sono visti prolungati con le stesse caratteristiche e Aliquote sino al 2020 dall’approvazione della Manovra finanziaria. Oltre a essi è stato aggiunto il Bonus facciate e sono stati prolungati il Bonus verde e il Sismabonus, prorogato fino al 2021 con la Legge di Bilancio 2018.

Il Bonus Mobili 2020 permetterà a chi acquista mobili e grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ (A per i forni) di godere di una detrazione Irpef del 50%. Si può usufruire di tale detrazione solo se si acquistano mobili a seguito di un intervento di ristrutturazione edilizia; quest’ultimi devono essere iniziati non prima del 1° gennaio 2018 per gli acquisti di mobili effettuati nel 2019, mentre per quelli effettuati nel 2018 è possibile fruire della detrazione solo se l’intervento di ristrutturazione è iniziato in data non anteriore al 1° gennaio 2017. Per ottenere il bonus quindi è necessario che la data dell’inizio dei lavori di ristrutturazione preceda quella in cui si acquistano i beni. Non è fondamentale, invece, che le spese di ristrutturazione siano sostenute prima di quelle per l’arredo dell’immobile.

È bene precisare che la detrazione riguarda solo gli immobili residenziali, siano esse singole unità o parti comuni di edifici; ma è possibile beneficiare della detrazione anche se i beni acquistati sono destinati a un ambiente differente dello stesso immobile oggetto dell’intervento edilizio. Se invece i lavori sono destinati a parti condominiali (come lavatoi, ambienti comuni o guardiole), i condòmini posso beneficiare della detrazione in misura pari alla loro quota per i beni acquistati destinati a queste aree (e solo a queste, non per esempio per la propria abitazione).

Quali interventi permettono di accedere alla detrazione?

Manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia su singoli appartamenti. Per esempio, realizzazione di servizi igienici, sostituzione di infissi esterni con modifica di materiale o tipologia di infisso, costruzioni di scale interne o rifacimento di scale e rampe etc. Attenzione invece, i lavori di manutenzione ordinaria su singoli appartamenti (per esempio, tinteggiatura di pareti e soffitti, sostituzione di pavimenti, sostituzione di infissi esterni, rifacimento di intonaci interni) non danno diritto al bonus

ricostruzione o ripristino di un immobile danneggiato da eventi calamitosi, se è stato dichiarato lo stato di emergenza

restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia (come per esempio la realizzazione di una mansarda o la modifica di una facciata, o l’apertura di nuove porte o finestre), riguardanti interi fabbricati, eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie che entro 18 mesi dal termine dei lavori vendono o assegnano l’immobile

Quali acquisti sono coperti dalla detrazione?

Ovviamente, come il nome stesso indica, i mobili; ma non di tutti i tipi. Sono infatti compresi e previsti mobili quali letti, armadi, sedie, scrivanie, comodini etc; ma non sono inclusi tende, tendaggi e altri complementi di arredo, né porte o pavimentazioni come il parquet. Per ciò che concerne gli elettrodomestici, abbiamo detto che devono essere di classe A+ (tranne i forni che possono essere anche A): rientrano fra essi frigoriferi, lavastoviglie, lavatrici, asciugatrici, apparecchi per il condizionamento dell’ambiente etc.

Come fare per ottenere il Bonus Mobili 2020?

Intanto bisogna tenere conto del fatto che indipendentemente dall’importo delle spese sostenute per i lavori di ristrutturazione, la detrazione del 50% va calcolata su un importo massimo di 10.000 euro, riferito, complessivamente, alle spese sostenute per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici. Tale cifra verrà poi restituita tramite 10 quote annuali di pari importo. Tenete conto comunque che la soglia dei 10.000 euro riguarda la singola unità immobiliare o la parte comune dell’edificio oggetto di ristrutturazione. Quindi, il contribuente che esegue lavori di ristrutturazione su più unità immobiliari avrà diritto più volte al beneficio.

La detrazione si ottiene indicando le spese sostenute nella dichiarazione dei redditi (modello 730 o modello Redditi persone fisiche). Per fare ciò però è necessario effettuare i pagamenti con bonifico o carta di debito o credito. Non è consentito, invece, pagare con assegni bancari, contanti o altri mezzi di pagamento.

Per ulteriori precisazioni o delucidazioni vi invitiamo a consultare il prospetto dell’agenzia delle entrate (e gli utilissimi FAQ ivi presenti), dove troverete anche la documentazione inerente la normativa.

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